La raccolta di fondi per gli ospedali italiani crea più problemi di quanti ne risolva

Si moltiplicano in Italia le campagne di crowdfunding a favore degli ospedali messi in ginocchio dal coronavirus. Secondo la nostra corrispondete a Milano, Gea, queste iniziative sono lodevoli, ma mascherano un problema importante: il calo delle risorse destinate alla salute pubblica nel corso degli anni.

Sono giorni di polemiche: le regioni contro il governo centrale, gli operai contro le imprese che vogliono continuare a lavorare, i cittadini che rivendicano il diritto a brevi passeggiate contro gli integralisti del “Tutti a casa”.
E poi c’è una polemica che corre sotto traccia, ma che a me sembra quasi più importante delle altre. È quella sul crowdfunding, le raccolte fondi con cui tutta Italia si è mobilitata per comprare le attrezzature che mancano negli ospedali messi in ginocchio dal coronavirus.

La prima, promossa dalla influencer più influente al mondo, Chiara Ferragni, ha raggiunto 3 milioni di euro in pochissimi giorni: i soldi sono stati versati per costruire un padiglione temporaneo al San Raffaele, un grande ospedale privato ma convenzionato col pubblico, a Milano.

Cet article est réservé aux abonnés.

Accédez à tous nos contenus, soutenez une rédaction indépendante.

S'abonner

Recevez chaque jour des actualités thématiques en vous inscrivant à nos newsletters gratuites.