Massimo Galli, primario del dipartimento malattie infettive dell’ospedale Sacco, a Milano

«In guerra gli ospedali sono retrovie: la battaglia si vince in città»

Bisogna impedire a tutti i costi la diffusione del virus a Milano. Se così fosse, la sanità non potrebbero resistere, come a Bergamo. Tanto che c'è chi denuncia i propri vicini che escono di casa troppo spesso. Tutta la città è appesa alle labbra di un uomo, Massimo Galli, un infettivologo che i nostri giornalisti hanno incontrato: Gea, 40 anni, mal di gola, temperatura 36,7, e Gabriele, 42 anni, lievi sintomi influenzali, temperatura 36,6.

È iniziata la Battaglia per Milano.

La chiamano così, i medici, come se fossimo a Mosul, sotto alle bombe.

Cet article est réservé aux abonnés.

Accédez à tous nos contenus, soutenez une rédaction indépendante.

S'abonner

Recevez chaque jour des actualités thématiques en vous inscrivant à nos newsletters gratuites.