Il coronavirus ci rende indifferente agli altri morti?

Ci sono i morti per coronavirus, e gli altri. Come quelli che muoiono nel loro letto per un infarto, ma che non si può nemmeno piangere, perché l'epidemia occupa tutto lo spazio del dolore. Gea, la nostra giornalista bloccata a Milano, racconta di questa «enorme sofferenza che non può manifestarsi.» .

«Questa notte è morto mio padre».


Ho letto il messaggio appena sveglia, ancora a letto, recuperando il telefono dal groviglio di lenzuola in cui l’avevo cacciato la notte precedente. E, prima ancora che la tristezza bucasse il sonno e iniziasse a montarmi dentro, ho riflettuto sul fatto che non sapevo che il padre di Alice avesse il coronavirus: non mi aveva detto che era stato contagiato.
Che sfortuna, ho pensato: stava in Sicilia, lì i casi sono ancora pochi, come cavolo sarà successo?

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