Il 23 marzo in Italia è stato autorizzato l'utilizzo di droni per sorvegliare che le persone non escano dalle loro case

«Perché farci credere che stia andando meglio se non è vero?»

Centinaia di persone contagiate dal coronavirus ignorate dalle statistiche e operatori sanitari colpiti dalla malattia molto più di quanto si creda. Mentre il governo cerca di essere rassicurante, sempre più italiani dubitano delle informazioni fornite dalle autorità.

C’è un nuovo decreto d’emergenza: è il nono, più un’ordinanza locale, in un mese.
Uno ogni tre giorni, a proposito di scelte chiare.
L’ultima novità è che arriveranno i droni a controllare se usciamo di casa, e chi venisse beccato potrebbe prendere una multa fino a 3 mila euro.

La nuova legge è arrivata così, ex abrupto, mentre il Paese intero stava incollato al report serale con il numero di morti e contagiati dal coronavirus, in cerca di un segnale qualsiasi a cui aggrapparsi. Non importa che nessuno capisca nulla di statistica, abbia mai guardato un grafico o sappia costruire curve di andamento e previsioni: adesso non facciamo altro che fare quello.
Serve a darci un orizzonte al quale guardare.

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