Dal 24 febbraio a Milano scuole e università sono chiuse.

L'isolamento domestico e la didattica a distanza sottolineano le disuguaglianze sociali

Il coronavirus ha contagiato celebrità e gente comune, in modo "democratico". Tuttavia, il sconfinamento domestico accentua le disuguaglianze sociali ed economiche. «Anche il diritto all'istruzione, un diritto garantito dalla Costituzione, oggi non è uguale per tutti», scrive Gea, la nostra inviata a Milano, che racconta una strana cerimonia di laurea online.

Questa mattina si è laureato il fratello di un amico, un ragazzo che conosco da quando era poco più che adolescente.
Si poteva assistere alla cerimonia online e, considerato che il tempo in questo momento non è una variabile scarsa, mi sono collegata.
Il fratello mi aveva informato dell’evento ammettendo di essere abbastanza giù di morale: avrebbero voluto essere presente, festeggiare, godersi il traguardo, non trovarsi incollato allo schermo del telefono alle 10 della mattina, in pigiama, come massimo segno di vicinanza.

La cerimonia, in effetti, è stata un po’ mesta. Il presidente della commissione e i professori erano nelle loro case, alle loro spalle si vedevano lampadari vecchio stile e divani rassettati in fretta, uno scenario così distonico con la solennità del momento che quasi ti immaginavi la moglie in cucina a friggere il pranzo.
Stefano, il laureato, era pallido e ben vestito («Ma in ciabatte», mi ha detto poi al telefono), con la voce un po’ tremante per l’emozione: «È stato surreale, ma in qualche modo anche un segno confortante: significa che qualcosa va avanti», ha commentato.

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