Vi serve un'operazione urgente al cuore? Bisogna aspettare la fine dell'epidemia di Covid-19. E grazie per l'attesa

Nel momento in cui le misure di restrizione sono state estese a tutta la penisola, Gea, 40 anni, ancora in lotta contro il raffreddore, temperatura 36,7 e Gabriele, 42 anni, ancora senza sintomi influenzali, temperatura 36,6, raccontano la storia di un uomo che preferisce non essere identificato. Venerdì è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per un problema cardiaco. Sabato è stato buttato giù dal letto per fare spazio ai pazienti affetti da coronavirus. Ora è in un altro ospedale e aspetta, senza sapere se potrà essere curato prima che sia troppo tardi. Nel frattempo, 97 persone sono morte in Italia, dove oggi sono 9.172 i casi confermati di coronavirus.

Vale di più la vita di una persona malata di coronavirus o quella di un cardiopatico? Chi ha più diritto a un posto letto in rianimazione? E chi lo stabilisce? Nella Milano al secondo giorno di quarantena totale, quando i morti per Coronavirus in Italia sono 463, tocca a una scala di priorità che piacerebbe ai combattenti di Sparta. Risponde a un criterio: dentro i contagiati Covid-19, fuori tutto quello che non è urgentissimo. Anche se un uomo di appena sessant’anni ha un’arteria, la aorta, che nel tratto addominale si è gonfiata fino a essere larga 7 centimetri, due volte e mezzo la dimensione normale, e le coronarie occluse fino al 70%, con il cuore sempre più affaticato.

Il signore, modi gentili e nessuna consapevolezza di quello che stava per succedergli, si è presentato al Pronto Soccorso, venerdì, con qualche dolore e molti scrupoli: non voleva essere d’intralcio in un momento delicato per i medici. Ci ha chiesto di non fare il suo nome per il pudore che a volte hanno i malati. E quelli che sono parecchio preoccupati.
Lo hanno ricoverato subito, all’ospedale Fatebenefratelli, in centro città e gli hanno spiegato che non sarebbe uscito: andavo operato, in fretta. Ma tra venerdì e sabato, in provincia di Milano, altre 94 persone sono state ricoverate perché infette dal virus, e il concetto di fretta si è dilatato come in un incubo.

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